• Chiara Bassi

Donare 3.0: la relazione con i donatori è digitale!

Il quadro che emerge dall’edizione 2022 di Donare 3.0 - la ricerca annuale di Rete del Dono e Paypal Italia sulle donazioni online, realizzata da BVA Doxa - racconta un Paese

sempre più digitale: la crescita delle donazioni online, che raggiungono il 35% nel 2021 (erano al 33% nel 2020), evidenzia che la pandemia ha accelerato la transizione tecnologica del terzo settore. Le donazioni in contanti calano al 27% nel 2021 rispetto al 29% dell’anno precedente. Il crowdfunding cresce e si conferma un canale per raccogliere fondi attorno ad una causa e attivare l’impegno di una community (il 21% dei donatori ha partecipato ad un crowdfunding nel 2021).


I giovani guidano la crescita

Altro dato estremamente interessante che l’indagine mette in luce: sempre più giovani - Millennials e Gen Z- si dimostrano disponibili a donare: il 61% dei Millennials sceglie di sostenere più organizzazioni, mentre i più adulti prediligono il sostegno ad un solo ente. Un Millennial su quattro afferma di voler donare di più in futuro. Ciò che emerge è la tendenza dei giovani a voler essere sempre più protagonisti dei cambiamenti che possono dar forma al futuro che desiderano.


Rendicontare, raccontare, coinvolgere: il donor care deve crescere!

Oltre il 50% dei donatori sottolinea che non vengono comunicate a sufficienza le informazioni su come vengono utilizzati i fondi raccolti: la maggior parte di essi le vorrebbero trovare sul sito web delle organizzazioni e un 30% vorrebbe averle sui canali social, con le dirette live.

La nostra riflessione

Il digitale ha acquistato un ruolo chiave: non è solamente il canale più utilizzato per le donazioni. Anche il dialogo e la relazione con i sostenitori, che chiedono di essere sempre più coinvolti e nutriti di informazioni di valore, devono avere più spazio sui canali online. Siamo, in questo senso, in una fase di transizione che ci spinge verso un cambiamento di mentalità. Si tratta di una sfida da cogliere, come anche quella di ascoltare e saper dialogare con le nuove generazioni, che desiderano essere attori del cambiamento.


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