• Chiara Bassi

Fundraising, il motore di AGD

Per rimanere sul territorio emiliano romagnolo e sul concetto di beni di gratuità, sorge spontaneo raccontare l'esperienza di un'associazione che seguiamo da alcuni anni: AGD - Associazione per l’Aiuto ai Giovani Diabetici, nata a Bologna nel 1981 allo scopo di aiutare i bambini affetti da diabete giovanile e sostenere le loro famiglie nella difficile gestione di questa malattia.


L'associazione, in questi ormai 40 anni di presenza, ha realizzato tante iniziative, dalle attività ordinarie come i cinque corsi che organizza annualmente per i giovani e le loro famiglie ai campi educativi, dalla collaborazione con il reparto di diabetologia del sant'Orsola (attraverso l'acquisto di macchinari fondamentali per la diagnosi della malattia e al supporto finanziario di una parte dello stipendio della psicologa e del diabetologista) alle tante attività di sensibilizzazione e non ultimo, l'intensa attività su cui sta impiegando energie e risorse, in questi ultimi anni, per sostenere progetti di ricerca. Tutto questo, come si può ben immaginare, ha portato l'associazione ad affermarsi come punto di riferimento per il diabete nella città di Bologna e soprattutto a sviluppare e coinvolgere una significativa rete di rapporti.


Quando abbiamo conosciuto AGD, infatti, la prima cosa che ci ha colpito è stato proprio il movimento che, per tutto il bene che fa e con la carica e l'entusiasmo che la caratterizza, è riuscita a generare intorno all'associazione: tante relazioni avviate con il territorio di Bologna, con un notevole coinvolgimento di varie realtà locali, da quelle pubbliche a tante associazioni e tanti privati che, provocati dalla buona causa per cui AGD combatte ogni giorno, desiderano rispondere e mobilitarsi. Beni di gratuità, appunto, beni che ci legano l'uno all'altro, la motivazione ideale che spinge le persone a muoversi per rispondere a un bisogno. Ed è proprio qui che entra Il fundraising, "la nobile arte di insegnare alle persone la gioia di donare", come il motore che accende questi beni di gratuità e offre una strada e una meta verso cui andare; la possibilità di declinare, in azioni concrete, le risorse che, altrimenti, difficilmente troverebbe il modo di esprimersi. Avviare lo startup con AGD ha significato, oltre a testare nuove strade ancora mai intraprese dall'associazione, innanzitutto, valorizzare in termini di fundraising le tante iniziative già esistenti, come le partnership con altre associazioni locali, i mercatini di Natale, gli eventi, le campagne di crowdfunding, i convegni, le iniziative spontanee di terzi, ecc. Offrire, cioè, strumenti e un metodo per consolidare e strutturare ciò che sarebbe rimasto legato alla spontaneità delle persone che, seppur valorosa, tendenzialmente è occasionale.


Per fare un esempio concreto, l'ultimo convegno organizzato da AGD, Diabeteasy, (alla sua 3° edizione), quest'anno è stata anche l'opportunità per lanciare una nuova campagna per la ricerca. Attraverso un canale specifico, il desiderio di coinvolgersi in questa iniziativa, delle tante persone presenti, si è potuto concretizzare in donazioni su una piattaforma di crowdfunding e, solo in occasione del convegno, sono stati raccolti oltre 1.000 euro.

Come ogni motore, però, per continuare ad andare, ha bisogno di essere curato; per questo, contemporaneamente alla raccolta fondi, la linea strategica su cui da subito abbiamo lavorato, è stata il donor care: la cura delle relazioni, con l'obiettivo specifico di fidelizzare le relazioni esistenti e crearne nuove, attraverso:

  • l'acquisizione di anagrafiche agli eventi

  • la suddivisione in categorie specifiche della mappa relazione

  • l'implementazioni di nuovi strumenti di comunicazione (newsletter)

  • i ringraziamenti ai donatori

  • una comunicazione personalizzata per gli stakeholder principali

Nel tempo, questo sta portando a risultati concreti e misurabili; si potrebbero fare tanti esempi, ma, per il momento, ci soffermiamo su quello più recente, relativo agli ultimi risultati usciti del 5x1000. AGD, che ha cominciato a realizzare la campagna 5x1000 dal 2010, ha riscontrato un aumento costante del numero di preferenze, fino ad ottenere 734 preferenze per un importo complessivo di oltre 26.000 euro (un aumento di almeno il 3% rispetto al numero di preferenze dell'anno precedente). Anche se, in questo specifico caso, i donatori non sono identificabili e, di conseguenza, non si può attivare un percorso di fidelizzazione personalizzato, è certamente possibile affermare che, chi decide di destinare il 5x1000, è quella parte del capitale relazionale che si è fidelizzato, affezionato e coinvolto nella vita dell' associazione. L'aumento delle preferenze può, quindi, essere considerato un risultato concreto del percorso di fidelizzazione.


In seguito, i grafici che dimostrano l'andamento dei risultati della campagna 5x1000


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