• Chiara Bassi

Il Fundraising: un percorso di valore, tra gioie e nuove sfide


#parolechelascianounsegno Alessia Villa - Fundraiser Consultorio La Famiglia di Milano


La mia esperienza nel fundraising è iniziata poco più di un anno fa: prima di allora non mi ero mai occupata, per professione, di raccogliere fondi con l’obiettivo di sostenere un’attività o un progetto.

Ricordo però un episodio, un primo approccio inconsapevole all’attività del fundraiser: risale al 2014, quando l’azienda per la quale lavoravo mi propose di aderire al Charity Program di Milano Marathon e di correre in staffetta per realizzare il reparto di ostetricia di un ospedale in Uganda.

Ero diventata mamma da poco, avevo ricevuto un’assistenza splendida, sia nei giorni precedenti, sia nel momento della nascita del mio bambino e desideravo solo che altre donne potessero essere accolte con la stessa competenza che era stata dedicata a me.

Per questo, nonostante la fatica di allenarmi la sera tardi, dopo aver conciliato i tantissimi impegni di neo-mamma, avevo aderito e sostenuto con tanto impegno la proposta. Come me, altre colleghe, ma non solo loro, anche molti colleghi uomini e, tra questi, genitori e single, avevano dimostrato entusiasmo e partecipazione.

Con l’energia che si era creata il successo non poteva che essere garantito: infatti, di lì a poco all’ospedale africano arrivarono tutti i fondi necessari per dare vita al progetto di costruzione!

Rispetto al mio vissuto, in modo evidente e tangibile avevo sperimentato la veridicità di quel detto che spesso risuona negli spogliatoi o sulle panchine prima di un match importante: “l’unione fa la forza”, è più facile raggiungere un obiettivo, se si agisce insieme.


Per rimanere su di me, oltre che nell’ambito dei modi dire, “nulla accade per caso”: infatti, l’esperienza che ho appena descritto doveva rivelarsi ancora più profonda e capace di arrivare lontano, doveva addirittura permettermi di diventare referente per la comunicazione e il fundraising di una non-profit che da ben 45 anni traguarda la vita, con percorsi nascita e sostegno alle famiglie nei diversi momenti del loro cammino.

Infatti, nel marzo del 2021 Stefano Portioli, Presidente e Direttore Generale del Consultorio La Famiglia di Milano, mi ha proposto di affiancarlo nel progetto di ampliamento e ammodernamento della sede storica, in Via Arese, nel quartiere Isola.

I bisogni crescenti portati dall’utenza e la realtà contingente, segnata dalla pandemia, indicavano a Stefano la necessità di dedicare maggiori spazi alla presa in carico delle donne in gravidanza, ma anche dei papà, dei fratellini, delle sorelline, in altri termini di un numero in aumento di giovani e di adulti, desiderosi di un accompagnamento sanitario e socio-psicologico.

Per questo, grazie all’aiuto di Astolfi 15.70, abbiamo avviato la campagna di crowfunding “Spettacolo di Vita”, che nell’arco di 8 mesi ci ha permesso di raccogliere ben 23.000 Euro e di avviare i lavori di ristrutturazione.

Anche in questo caso, la grazia si è moltiplicata, perché alla cifra raccolta attraverso For Funding, la piattaforma digitale che Intesa Sanpaolo ha messo a disposizione per le associazioni non profit - come il Consultorio - per raccontare, promuovere e finanziare progetti di solidarietà sociale, si sono sommate ulteriori donazioni liberali, che ci hanno permesso di ristrutturare anche l’area di ingresso e di accoglienza.


Fermandomi ora a riflettere su questa esperienza straordinaria, il primo termine che affiora alla mente è “coinvolgimento”: infatti, nessuna azione di comunicazione, più del crowfunding, mi è mai sembrata tanto capace di immergere promotori, beneficiari e donatori nel progetto e di far entrare ciascuno nel cuore della proposta.

Mi ha stupita tantissimo assistere all’amplificarsi del messaggio e osservare come questo è stato in grado di generare azioni concrete, donazioni di consistenti quantità di denaro.

È stato un esempio di ciò che sto affermando “il movimento” che si è creato grazie a Valentina Rossi, una delle ostetriche del Consultorio che, a nome di tutte le colleghe, ha contattato personalmente tante mamme seguite negli anni e ha chiesto loro di contribuire, per quanto possibile, al progetto di ampliamento perché questo avrebbe portato alla realizzazione di un ambulatorio interamente dedicato all’ostetricia.



Nei giorni successivi al suo appello, diverse famiglie hanno fatto arrivare al Consultorio non solo il loro sostegno economico, ma anche un supporto più immateriale seppur altrettanto importante, come quello di un’utente che ha pubblicato questo messaggio: Tutta la mia gratitudine per le persone che con il loro calore umano sanno rendere questo luogo una "famiglia"non solo di nome.

“Spettacolo di Vita”, la perifrasi con la quale abbiamo intitolato il nostro progetto, si dimostrava essere proprio questo: un sorprendente atto generativo!


Concepire, dare alla luce, generare appunto, non significa affidarsi al caso o alla suggestione del momento, al contrario vuol dire originare, produrre, permettere a qualcosa di nuovo di prendere forma.

È questa la seconda immagine che lego alla parola fundraising: quella di un processo lungo, pensato e misurato.

Purtroppo ho dovuto focalizzarmi molto su questo punto, perché, pur avendo sempre avuto approccio molto programmatico al lavoro, all’inizio della mia esperienza di fundraiser non ne avevo colto la centralità e l’essenzialità.

Questa mancanza aveva inizialmente portato me stessa e l’Organizzazione dalla quale ho ricevuto mandato a “navigare a vista” nel vasto mare delle possibilità che caratterizzano la raccolta fondi; l’esperienza ci ha però portato, dopo solo un anno di attività, a raddrizzare la rotta verso il porto sicuro, che figuriamo come quel luogo che permette il mantenimento, la salute e la crescita del nostro Consultorio, con le sue figure professionali, che si rivolgono all’ascolto e all’aiuto di tanti bisogni sanitari e sociali.


Ecco perché per me il fundraising è un processo di valore, che si snoda tra gioie e sfide grandi.

Se, infatti, l’Organizzazione ha un solo desiderio, che è mantenere la propria attività e la propria missione aderenti ai tempi e alla realtà, il fundraising è uno dei mezzi più efficaci per traguardare questo risultato.

E fare fundrasing significa costruire, coltivare e curare relazioni, con tutto ciò che esse comportano, passando da momenti in cui tutto procede a gonfie vele a altri nei quali è necessario ristabilire la giusta lunghezza d’onda.

Il fundraiser – lo dico anche a me stessa – deve allora mettere in campo il suo coraggio e spingersi un passo oltre, sostenuto dalla gioia e dalla fiducia verso valori che sostiene e nel rispetto della Buona Causa che conduce.

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